Invito alla musica, passaggio obbligato per la riconquista dei valori.

da Orvietonews.it (articolo di Davide Pompei) - Bicchiere pieno, chitarra accordata, microfono acceso. Lo sciame festante di un paese avvitato intorno al suo castello. Il frizzantino del nonno che scende leggero e sacralizza la saga infinita di una remota provincia da romanzare, dove il giovane cresce mai sazio e mai arreso.

Litro su litro, insieme al suo branco, a scaldare le notti, cercando nel cielo buio della poesia, il giusto giro di note in grado di collimare ogni sua fibra più interna. Emulando chi anni addietro rivoluzionò lo stile, l'espressione e le forme del rock o strimpellando così come viene, per l'incontaminata voglia e gioia di farlo. Potere aggregante della musica, parabola immemore e senza confini, scevra da macchinose nequizie ed esibizionismo alcuno, imperniata semmai sull'eterno invito a valorizzare le ‘radici ca tieni'.

Un anelito di vita soffia tra le ceneri del glorioso Pub "Le Coste" e dal piccolo borgo di Monterubiaglio si inerpica fin sulla Rupe l'esortazione della Tamao Band a far leva sulla musica come passaggio obbligato verso la riconquista di quei valori morali e principi fondanti che la voracità dei tempi moderni rischia di annebbiare, quali il rispetto, la fratellanza, la famiglia, la schiettezza degli affetti e la semplicità dei modi, in grado di cementare duraturi rapporti di amicizia. Senza presunzione, prediche moralizzanti o distinzioni di sorta, ma con il coraggio giovane, l'intento e la voglia di fare e far partecipare, la Tamao Band vuole offrire l'opportunità a chiunque di mettersi alla prova, anche solo per una volta.

Per il sogno di ridare vita a quei piccoli centri che tendono all'abbandono. Per assecondare quel desiderio mai sopito di allontanare molti giovani dalla solitaria sterilità delle proprie giornate, troppo spesso tese alla ricerca di estetiche soddisfazioni e improntate al perseguimento di schemi preconfezionati, abbracciati con superficiale facilità o imitati con leggera inconsapevolezza. Per il piacere di regalare ai padri di famiglia il gusto di riascoltare certe sublimi variazioni, certe melodiche vibrazioni, per far vivere loro divertenti e intensi amarcord. Per rivitalizzare quel comune sentire che passando per il dialogo generazionale, si riappropria dei significati del piccolo quotidiano che dal confronto aperto, traggono stimolo e ispirazione.

Ma chi sono i Tamao? Chitarre, voci, basso, tastiere e batteria. Alessandro Del Pinto, Francesco Iacobelli, Enrica Cotarella, Nicola Tantini, Alberto Grancini e Federico Cavalloro. Una band, di amici. Giovani, anche se non troppo. Continuamente alimentati da sensazioni musicali vicine soprattutto ai Pink Floyd, ma alla continua ricerca di nuove sonorità. La band ha conosciuto momenti più o meno gloriosi, ma non ha mai fatto selezioni né di natura tecnica, né tanto meno anagrafica. Tutti quelli che hanno partecipato al progetto hanno dato il loro contributo. Qualcuno si è allontanato, qualcun'altro è ritornato, ma i Tamao sono rimasti sempre sul pezzo. Imperterriti e appassionati, hanno fatto della sensibilità la propria filosofia musicale, privilegiandola rispetto a effimeri virtuosismi individuali.

"La musica per noi è fine a se stessa – ci tiene a precisare Alessandro – non cerchiamo ‘gloria commerciale', ci piace semplicemente suonare. Puntiamo semmai ad evidenziare quanto sia complicato e segno di grande maturità il sapersi integrare in un gruppo, perché le regole che dominano l'equilibrio di una band sono le stesse regole che a volte ci dominano nella realtà di tutti i giorni. È quindi un ottimo corso di formazione far parte di queste realtà e cercare di mantenerne il vitale equilibrio. Vogliamo stimolare tutti quelli suonano da soli nelle loro case, a provarci. Invitiamo i genitori a non smorzare speranze ed iniziative dei propri figli e le istituzioni a scavare fino in fondo nelle necessità dell'utenza, investendo magari in qualcosa di importante come un circolo socio – culturale, promuovendo corsi di aggiornamento e specializzazione professionale, un ritrovo artistico che sposi buona musica dal vivo al fondante aspetto aggregante di una birreria".

Nessun ricettacolo per talenti incompresi, quindi, la casa dei Tamao, ma una base logistica pronta ad ospitare tutti coloro a cui faccia piacere perseguire questi obiettivi. Un locale dove passare tranquillamente una serata a suonare e a parlare di musica. Un pub come "Le Coste", dove la Tamao Band vide la luce.